Sunset Park   by


Lungo tutto il romanzo sei accompagnato da una sensazione di distanza.

I personaggi inventati da Paul Auster nel suo Sunset Park sono distanti da tutto. Dalla vita, dalla società, dal conformismo, da loro stessi. Distanti gli uni dagli altri, anche se vivono da squatter in una casa abbandonata di fronte ad un cimitero in Sunset Park, appunto.

Questa sensazione non te la levi fino alla fine. Non importa se stiamo parlando di un sessantenne imprenditore di una casa editrice in fallimento, di un ragazzo newyorkese dall’ottimo curriculum che abbandona tutto e va a vivere in Florida per poi tornare a NY per evitare grane con la polizia, di un batterista che aggiusta cose rotte, di una giovane impaurita artista che ritrae nudi, solo nudi.

La metafora è palese. La vita sospesa prodotta dalla crisi economica globale ci costringe a vivere una vita insicura, quasi da esuli. Anzi, ospiti. E tutti i personaggi di questo romanzo corale sono ospiti. Fino alla fine. Sospesa. Proprio come tutto il romanzo. Distante.

Sunset Park non è il miglior Auster. La svolta che ti aspetti ad ogni pagina non arriva. Come una bella casa ma senza un balcone, una finestra un po’ più grande, un terrazzino dove guardare lontano.

Scheda

Sunset Park

Autore: Paul Auster

 



Eureka Street                  Sunset Limited