Marshall McLuhan – La biografia pop dell’uomo che aveva previsto il futuro   by



Può una biografia essere più avvincente e spassosa di un romanzo?

Assolutamente sì, quando a scriverla è un autore come Douglas Coupland (prendetevela con lui per la definizione “Generazione X”) e il protagonista è uno dei maggiori pensatori del secolo scorso. Marshall McLuhan. L’uomo che vedeva il futuro.

«Un computer, come strumento di ricerca e comunicazione, potrebbe estendere la capacità di recupero delle informazioni, rendere obsoleta l’organizzazione delle biblioteche di massa, ripristinare la funzione enciclopedica dell’individuo e trasmetterla a grande velocità su una linea privata trasformandola in una sequenza di dati personalizzati e di natura commerciale».

Sì, Internet. Mancava solo il nome (fosse stato per lui non sarebbe sicuramente stato così banale), ma Marshall McLuhan aveva pre-visto tutto con largo anticipo – se ne è andato nel 1980 – solo come i grandi visionari possono fare.

E invece McLuhan sarà ricordato per “Il medium è il messaggio”, “ Il villaggio globale” e qualche altro aforisma sparso, buttato lì a casaccio. Teorie, disegni, astrazioni rinvenibili nei suoi libri – “La galassia Gutenberg” in primis – sono molto più di qualche slogan da sfruttare quando si è a corto di idee. Ma spesso neanche i suoi studenti riuscivano a capirlo. E d’altronde è stato lui stesso ad affermare: «Non sono necessariamente d’accordo con tutto quello che dico». Il che non è un problema da poco.

Scorrendo questa agile biografia (una biografia pop) veniamo a sapere che McLuhan aveva un cervello particolare. Non in senso metaforico, in senso anatomico proprio. Morfologicamente diverso dagli altri esseri umani. A differenza della gente comune il suo cervello era, infatti, alimentato non da una, ma da due arterie alla base del cranio. Più simile a un gatto che a un umano. Tutta questa emoglobina deve aver scatenato nel suo cervello chissà quali esplosioni, fantasie, idee, visioni.

In una mitica scena di “Io e Annie”, a un certo punto McLuhan recita sul serio. Un professorone della Columbia dottoreggia a sproposito delle sue teorie e M.M. lo redarguisce a dovere. Il messaggio è più o meno questo “lei non sa nulla del mio lavoro”. Era quello che spesso succedeva a M.M.

Tra divertenti aneddoti e vicissitudini ospedaliere meno simpatiche sgorga la vita di questo genio del Novecento. Un piacevole e divertente viaggio alla scoperta dell’uomo che è diventato un brand. Suo malgrado.

Non resisto. Un ultimo aforisma. «La pubblicità è uno spogliarello ambientale per un mondo di abbondanza». Fantastica.

La Scheda

Marshall McLuhan

La biografia pop dell’uomo che aveva previsto il futuro

Autore: Douglas Coupland

 



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